DARIO COSTI ALL’INCONTRO “UN PROGETTO DI COMUNITA’ PER PIAZZA GHIAIA E DINTORNI”

Si è svolto nel pomeriggio di sabato al Botanic Bar l’incontro “Un progetto di comunità per Piazza Ghiaia e dintorni” organizzato e promosso da Generazione Parma, aperto a commercianti e semplici cittadini, alla presenza del candidato sindaco Dario Costi. Un’opportunità di confronto e scambio d’opinioni sulle problematiche che da tempo affliggono uno dei luoghi cardine della città e del centro storico.

Il senso di questi incontri è ascoltare – spiega Costi, sostenuto da quattro liste alle prossime elezioni amministrative in programma il 12 giugno – qui c’è un disagio giovanile che trova un’espressione molto forte. La gente in Ghiaia ha paura, è un problema molto più ampio che non riguarda solo la sicurezza ma è un segno evidente di come quest’amministrazione non sia riuscita a dare un’alternativa ai giovani. Dobbiamo anche pensare a costruire comunità nella città, le “baby gang” sono una fiammella ma sotto c’è un incendio aggravato dalla pandemia. L’obiettivo è di formare reti sociali, un sistema di offerte e occasioni in cui i giovani possano ritrovarsi”.

Poi si è toccato l’argomento del centro storico. “Emerge la mancanza d’attenzione su questioni elementari come la Ztl posta 20 metri prima dell’accesso al parcheggio della Ghiaia. Il centro storico è la vita della città, è tante necessità e tante esigenze. Bisogna cambiare approccio e passare dalla logica di assessorati e orticelli ad una gestione manageriale coordinata e integrata. Se avessimo eventi diffusi nel weekend, il centro tornerebbe ad essere un motore straordinario dell’economia e i negozi riaprirebbero”.

Infine, un pensiero sui quartieri. “L’idea è di avere figure che in maniera ricorrente vadano nei quartieri, sono tutti soggetti che devono essere riconosciuti. Se c’è un problema bisogna sapere chi sentire, dobbiamo essere nelle condizioni di avere un interlocutore che stabilisca delle relazioni. E dare incentivi per chi ha un impatto sociale e contribuisce a far crescere la comunità di quartiere”.

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